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Cucina

La nostra cucina? Quattro. Il gusto al plurale – e nasce qui.

La nostra cucina? Quattro. Il gusto al plurale – e nasce qui.

Il profumo di aghi di pino e manzo brasato lentamente, morbido come il burro. Sedano rapa affumicato, mirtilli rossi fermentati, erbe spontanee. Avvolgente. Caldo. Profondo. Un piatto che sembra una passeggiata nel paesaggio altoatesino – questo è il sapore del Cyprianerhof.

L’alta cucina non vive di ego. Vive di squadra.

Monika è ufficialmente la chef, ma al Cyprianerhof è il team a guidare la cucina. Quattro: Monika, Marion, Alessandro e Allessandro. Quattro caratteri. Un unico criterio. Si ispirano, si mettono in discussione, si completano. Ognuno porta idee, si assume responsabilità e contribuisce a far evolvere la firma culinaria della casa – anche partendo dalle ricette delle nonne. Cosa ne nasce? Profondità. Sincerità. Sorpresa. E un nuovo modo di intendere il lavoro di squadra in cucina – fresco, creativo, profondamente altoatesino.

Quattro al lavoro. Uno nel piatto.

Al Cyprianerhof cucina il “noi”. Una cucina che crea vicinanza – tra persone, ingredienti e storie.

I veri tesori? Sono vicinissimi.

Nell’alta ristorazione si parla spesso di caviale, astici e lusso importato. Impressionare così è facile. Al Cyprianerhof il lusso arriva quasi sempre da qui: verdure appena raccolte dai contadini vicini, uova da galline allevate con cura, carne e formaggi della zona. Trasformare tutto questo in piatti onesti e raffinati è vera artigianalità. Questo è il nostro lusso. Sfacciatamente buono.

La finezza?

Sta nel prodotto. E nel modo in cui lo trattiamo – con rispetto. Perché sappiamo chi e cosa c’è dietro.

Amore per l’ingrediente, fino in fondo.

Al Cyprianerhof cerchiamo di utilizzare tutto. Ciò che resta viene ripensato. Fermentato, stagionato, affumicato, essiccato – trasformato in fondi, sciroppi o dettagli finali. Quello che suona semplice ha il sapore del domani e porta in tavola una creatività stagionale autentica. Spesso, proprio da qui nascono gli aromi più sorprendenti.

Un’esagerazione nostalgica?

Tutt’altro. Ci piace semplicemente celebrare ciò che ci circonda – la natura, il paesaggio, le nostre particolarità. Anche nel piatto.

E alla fine?

Può succedere qualcosa di inatteso: un sapore ti colpisce e, all’improvviso, ricordi. Un momento dell’infanzia. Non importa dove, con chi o come – la sensazione è sempre la stessa: una felicità piena, silenziosa. Se il team Quattro riesce a risvegliare questo eco del passato negli ospiti, per Monika è il complimento più bello che ci sia.

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